mercoledì 15 luglio 2009

Grande festa stasera...

devo ringraziare l'olio della frizione della macchina che, finendo chissà dove attraverso quale buco, ha bloccato la frizione lasciandomi per strada abbastanza vicino all'officina da essere lesto ricuperato dal buon Antonio... ho perso la lezione di spagnolo ma sono stato riaccompagnato a casa alle 7.20 precise precise... e lì mi si aperto un mondo... posso fare un sacco di cose stasera!!!! Ho cominciato chiamando casa prima delle solite 3 del mattino (così oggi festeggia anche mamma andando a dormire prima...) poi conto un po' quanti soldi mi rimangono, cerco di caricare un po' di foto sul web, e cerco quanto ci costerà (se mi lasciano un sabato libero) arrivare un fine settimana alle Los Roques...
Intanto ho scoperto che nel mese di agosto dovrò sostituire non solo il palnt manager siòre essiòri, bensì anche il resp di produzione (ovviamente si parla solo di firme e approvazioni nel secondo caso... ma non si è parlato di aumento... dannazione!!!)
Poi mi mancano 16 pagine de "Il destino del cacciatore" di Wilbur Smith... mi sono bevuto 500 pagine in una settimana... a dir la verità non ho mai scommesso un bolivar su Wil, ma dato che era un libro prestato mi pareva brutto leggere la trama sulla retrocopertina e fare finta di averlo letto... ovviamente non farà m,ai parte della letteratura impegnata... ma devo dire che Wil è un gran paraculo perchè costruisce il lòibro come se fosse un film, veloce nella narrazione, un po' scontato, molto avvincente e soprattutto carente di tutte le caratterizzazioni dei personaggi e delle situazioni... un po' piatto... è durato poco, mi ha divertito... va bene così...
Ora vi lascio che mi metto a raccogliere le foto... domani si va in cantiere e ne dovrò fare altre per lavoro... non so se l'ho già detto... ma una delle principali attività di questo primo periodo è stata quella di creare un archivio fotografico di tutte le attrezzature Trevi presenti qui in Venezuela...un migliaio di pezzi in tutto... ovviamente sparsi in tutti i cantieri... e domani mi tocca Guarena/Guatire...
Ciao a tutti! e buon risveglio

domenica 12 luglio 2009

aRieCChiMe

Prima buona notizia... sono vivo e vegeto...
Seconda buona notizia... vegeto di meno...

Allora la settimana lavorativa è andata piuttosto bene. Sabato c'è stato il primo incontro con 22 tra capi cantiere e responsabili della sicurezza della trevi nella nostra officina. Finalmente il corso di "sicurezza elettrica di cantiere" ha visto la luce ("corso", nonostante siano solo 5 lettere, è una parola grossa... diciamo che visto il llivello locale della conoscenza tecnica è stata una infarinatura di concetti di elettrotecnica... ma cmq un bel lavoro). Insomma ho sperimentato il mio spagnolo come presentatore di una parte del corso. Mi è sembrato di tornare all'università... la sera prima me lo sono ripetuto, la mattina non ero agitato ma avevo un mezzo sfrigolio delle budella... interessante come sensazione.

Poi c'è stato il concerto di Dave a Lucca... e dai racconti di Fabio Valeria Chiara e Federica (Massimo lo aspetto ancora per un po' dopo di chè lo chiamo e lo tengo al telefono mezz'ora) è come esserci stato... sono riuscito a sentirne un pezzo e mi è ritornata la voglia di suonare... e chissà che non faccia una nuova mattata comprandomi una chitarrina da queste parti da strimpellare ben bene...

Poi venti giorni e arriva Chiara, e ho già cominciato a fantsticare su dove potremmo andarcene da qualche parte al mare...

E poi stamattina ho preso coraggio e mi sono andato a fare una camminata sull'Avila, il monte che ogni mattina mi dà il buongiorno, ancora scuro e sonnacchioso. Con calma, verso le 10, sono arrivato in macchina al punto dove, credetemi, centinaia di persone cominciano la "passeggiata". Mi aspettavo molta meno gente, ma non mi ha infastidito più di tanto... il percorso fino a Sabas Nieves è di 2km e mezzo, dai 960m della partenza, ai 1380 del punto di ristoro (un'apertura in un muro attraverso la quale si vendono ghiaccioli al limone o al tamarindo fatti nei bicchierini di plastica del caffè)... Mi sono ristorato un mondo... ho fatto una fatica incredibile nei miei abiti sportivi (jeans e polo con scarpe da passeggio) e qualche volta ho pensato di cedere prima dell'arrivo (però ripartivo sempre mentre il settore "volontà" era distratto... l'ho fregato un sacco di volte... anche se se ne accorgeva subito e chiamava gli amici, settore "bestemmia dell'alluce invescicato", "polpaccio assassino", "quadricipite cramponato" e "erano belli i tempi in cui c'avevi fiato" e tutti insieme mi costringevano a fermarmi...)
Ma alla fine ce l'ho fatta... il panorama è bellissimo da su, la giornata non è stata delle migliori (per quanto riguarda la vista, mucho calor!) ma il cielo e la temperatura erano eccezionali.

Insomma la scoglionaggine della settimana scorsa sembra sedata per un po'... la sento sempre dietro l'angolo, ma penso di poterla tenere a bada...

Solo se vi va...vi faccio sapere che ricevo i messaggi sul cellulare italiano (c'è Valeria che me l'ha chiesto) e da bravo idiota ho scoperto dopo un mese e mezzo (e 75 euri di cellulare spesi con Chiara) che posso mandare messaggi anche dal cellulare venezolano...

Sto scaricando le foto... presto le carico...quindi stay tuned!
Ciao belli!
e buon inizio settimana!
FIuuuuuuuuuuuuuuuu

domenica 5 luglio 2009

Scende la pioggia ma che fa...

Tutto fuoriè grigio chiaro, le nuvole basse avvolgono tutto. Il rumore della pioggia è fortissimo e riesce persino a coprire le auto che anche di domenica occupano le strade. Questo rimore forte mi ricarica tantissimo. Mi rilassa e aquieta questa smania che ho dentro. Mi irrita troppo il pensare di essere frenato nell'uscire, nel conoscere, dalla paura e dall'ansia. Non mi piace dover rimanere a casa per la paura di incontrare un malintezionato. Sono a casa e va bene, mi riposo, leggo, mi trovo da fare. Ma lo faccio soprattutto perchè quello che è lì fuori mi mette a disagio. Probabilmente il più è suggestione... Intanto la pioggia continua a scendere a pulire ad ammorbidire la terra... L'Avila, il monte dietro casa, diventa sempre più verde, più carico di colore. E a me sembra una magia vedere questi cambiamenti di colore così repentini ed evidenti.
Prima mentre leggevo ho sentito urletti giocosi di bambini. Ho appoggiato il libro e mi sono affacciato alla finestra. Seguivo il rumore per cercarne la sorgente e ho trovato due splendidi pappagalli verdi e arancioni che bighellonavano di fronte al mio palazzo... bellissimi e rumorosissimi...mi fa strano vederli così in mezzo ai palazzi. Poi è arrivata la pioggia e anche loro avranno avuto bisogno di riparo.
Venerdì, dopo una nottata di pioggia, sono andato a lavoro e sono passato al solito di fronte alla discarica di Caracas. Questo posto incredibilmente grande è popolato da tantissime persone che vanno, penso, a recuperare il recuperabile o a cercare qualcosa da mangiare, da macchine enormi, che bagnano la terra per limitare la polvere e spostano da una parte all'altra cumuli di immondizia, e infine dagli avvoltoi. Questi penso che facciano uno dei lavori più utili, il business del futuro... il riciclaggio (vabbè sì lo fanno a modo loro... mangiano e poi scacazzano ovunque creando altra schifezza... ma almeno si impegnano...) Insomma la ragione per cui vi parlo della discarica è che venerdì mattina erano tutti in fila per terra o appollaiati sui pali della luce tutti con le ali spiegate verso la stessa direzione, come in adorazione... Il mio cervello di mattina non funziona al massimo, quindi solo a metà della strada (lunga, molto lunga) che costeggia la discarica sono arrivato a capire che si stavano asciugando le ali... E' una cosa scema ma mi ha lasciato colpito un sacco, forse perchè non ho mai pensato che gli uccelli si asciugassero dall'acqua della pioggia, o forse perchè erano stranissimi tutti in una posizione stranissima...
Vi lascio che inizio a gonfiare il canotto per andare a messa...
Buon inizio settimana!

venerdì 3 luglio 2009

Aguzzate la vista

Nelle due foto sotto ci sono 15 piccole differenze...




Scrivete la risposta corretta su questo blog...
Le soluzioni corrette avranno diritto ad un giro omaggio su una jeep... (non su quella della foto...)
CIAOOOOOOOOO

domenica 28 giugno 2009

Sto alla frutta?

..probabilmente sì... sono in macchina..ovviamente la radiao non funziona bene... osservo fuori e come capita a parecchie persone, parlo da solo... il problema è che poi mi rispondo ad alta voce alle domande che mi pongo... se conoscete un buon medico chiedetegli un consulto a distanza...!!!

il lavoro procede abbastanza bene... i miei pantaloni un po' meno... il peso raggiunto prima della partenza aveva reso le mie cosce delle ammazza cavallo... e i miei jeans sono stati tanto subdoli da non rompersi mentre ero a Roma... piuttosto hanno deciso di cedere tutti qui... complice il caldo e le scarpinate in officina, sono munito di prese d'aria in ogni pantalone... d'oh!

ho deciso di proporre una nuova legge scientifica che propone il rapporto inversamente proporzionale tra l'intensità con cui si provano certe emozioni tra due persone e la distanza che le separa... solo con questo nuovo teorema si spiegherebbe l'amplificazione con cui provo certe cose... devo solo mettere a punto un paio di formule...

l'inizio di luglio incombe, è periodo d'esami, chi all'università chi ancora di maturità, periodo di scelta di destinazioni vacanzifere, chi invece mette a punto gli ultimi dettagli delle grandi occasioni, chi va a lavoro come tutti i giorni ma con un po' più di caldo e un po' meno gente per le strade, chi finisce i campionati e chi li vince, chi aspetta i rinnovi del contratto...in realtà non sono veramente a Caracas...

intanto la crisi politica dell'Honduras è esplosa, più vicina di quanto pensi, stamattina hanno arrestato il presidente in carica, e per l'ora di pranzo il presidente venezuelano minaccia l'attacco ... una nuova gatta da pelare...

intanto Allevi suona... e mi porta lontano...

mercoledì 24 giugno 2009

La festa delle forze armate

Festa delle forze armate qui in Venezuela...
e io ne approfitto per oziare... sto per finire "la Storia" di Elsa Morante ed ho già "il destino del cacciatore" di Wilbur Smith che mi aspetta... non ho mai dato molta fiducia a Smith... ma è un libro prestato, e almeno un'idea devo farmela...
stamattina sveglia alle otto, telefonata a chiara, colazione di sfuggita e di corsa in un parchetto che mi hanno suggerito, davvero bello (la prossima volta che mi porto la macchinetta fotografica con le batterie cariche ve lo faccio vedere...) Praticamente è una vecchia fattoria qui vicino casa, riadattata dalla compagnia petrolifera nazionale in sala d'esposizione d'arte... il giardino intorno è spettacolare con alberi di mango, canne indica e spatifillum, tutto con una architettura da giardino spettacolare...
Insomma dopo 2 ore di lettura nel parco sono tornato a casa per una doccia...e tra pochissimo pranzo...
L'unica cosa un po' triste è che non so che fare... andare in giro da solo mi stressa, sono un po' incuriosito dal centro della città che non ho ancora mai visto..
ma in generale sto bene a casa a riposarmi...
poi magari vediamo se ci scappa un filmettino al cinema...bah?
Un salutone enorme, ci vediamo il fine settimana!

sabato 20 giugno 2009

bah...

Settimanella non troppo picevole... niente di che... sarà finito l'entusiasmo? (non penso...) sarò un po' stanco? (può essere...) nessuno è perfetto e c'è da scontrarsi con le

incoerenze

incompresioni

incapacità

incazzature

(sono stato bravo... componimento poetico listato con rara rima iniziale AAAA)

insomma, è stata una settima in cui sono stato un po' più polemico del solito... un paio di scazzi, un paio di licenziamenti (no, non io... continuano a sbagliare tenendomi qui a far danni)... comunque cose positive sempre... non sono più il più piccolo della brigata (in senso lato), è arrivato un nuovo meccanico italiano che lavora da 8 mesi a cesena ha 30 anni quasie comincia a fare l'operaio qui in venezuela... sembra simpatico e cmq poi si vedrà...

comincio ad avere grossi problemi a svegliarmi la mattina... oggi le DUE sveglie hanno fallito il loro compito... alle 5.55 ho aperto gli occhi e mi sono catafottuto in macchina per arrivare a lavoro con "solo" 7 minuti di ritardo... alla fine non mi posso lamentare...



Lo scorso sabato cena in un locale moooolto carnaiolo... fichissimo, uno spazio enorme pieno, e ripeto, pieno di bottiglie di vino... un grande bancone bar quadrato dove entrerebbero una quarantina di persone domina l'ingresso... e le quaranta persone gli fanno da contorno... Ancora non mi capacito come facciano ad essere tra i primi consumatori di super alcolici nel mondo (non conosco le statistiche ufficiali...). Praticamente se entri in un bar hai la pòssibilità di non compratre un bicchiere di whiskey o di vodka, bensì tutta la bottiglia che verrà messa da parte con il tuo nome sopra e riapera al tuo ritorno nel locale. Per i puristi di whiskey qui sono degli assassini... prendono anche bottiglie di 20/30 anni e poi bevono il whiskey annacquato (strana questa parola... penso di non averla mai scritta prima... annacquato (e questa è la seconda)). Insomma al ristorante ordini la carne, un filetto di manzo, loro prendono un pezzo con di quale si possono prendere una decina di fette, te lo fanno vedere prima e poi cominciano a cucinarlo su una delle piastre con la brace sotto. E il bello è che portano una fetta per volta quindi hai sempre la carne calda... sembra una stupidaggine... ma quante volte prendi una grigliata e arrivi all'ultimo pezzo che è diventato una suola di scarpe? Sto cominciando a diventare troppo esigente... eh eh eh



Domenica mattina sono andato a fare una passeggiata nel parco che ho vicino casa, dove è anche una specie di giardino zoologico, che come tutti i giardini zoologici è un po' triste... ma non posso nascondere il fatto che vedere tucani, pappagalli, un'anaconda alle prese con un uccello piuttosto arrabbiato e un giaguaro fa cmq il suo effetto...



Poi per chi vuole qui sotto c'è un articolo piuttosto interessantedal Corriere o la Repubblica del 16 giugno... fatemi sapere che ne pensate...

Buon fine settimana a tutti!



La «cattiva madre» che divide l'America

Ayelet Waldman, autrice del bestseller «Bad Mother»:«I figli lasciati ai margini sono più felici e indipendenti»Dal nostro corrispondente Alessandra Farkas

Ayelet Waldman e Michael ChabonNEW YORK - «Se la buona madre è colei che ama i propri figli più di qualsiasi altra cosa al mondo, allora io non sono una brava madre. Amo mio marito più dei miei figli, per me accessori». È bastata questa frase, scritta nel 2005 in un editoriale sul New York Times, per trasformare Ayelet Waldman nella mamma più odiata d’America. Ma invece di farsi intimidire dagli insulti delle croniste tv e dalle minacce via web, la 44enne autrice, avvocato e moglie del celebre - e bellissimo - romanziere Michael Chabon è tornata al lavoro per approfondire le sue tesi, eretiche nell’America post-femminista. Il risultato è «Bad Mother», il bestseller che ha spaccato in due il Paese. Mentre l'Huffington Post lo definisce «un must per ogni madre del pianeta», per Elle è «terrorismo letterario».FIGLI PIÙ FELICI - «Penso che le mamme debbano dire la verità, specialmente quando fa male - racconta l'autrice a Corriere.it -. Il mondo cerca costantemente di farci sentire cattive madri. Purtroppo riuscendoci: la maggior parte di noi vive con questo senso nascosto e perenne di colpa e inadeguatezza». Scrittrici come Peggy Orenstein e Meg Wolitzer hanno osannato il capitolo in cui la Waldman afferma che i figli allevati sapendo di essere marginali sono «più felici, indipendenti, sani e longevi dei cocchi di mamma, iper-protetti e viziati». «I miei quattro figli non ce l’hanno con me per ciò che affermo - dice - perché sono incredibilmente sicuri. I genitori dei loro amici stanno tutti divorziando mentre loro sanno che papà e mamma staranno insieme per sempre e ciò li rende sereni e felici». In materia d’educazione sessuale, la sua strategia è semplice: «Ho messo una trousse colma di profilatici multicolori nella loro stanza da bagno, per abituarli all’idea, quando sarà ora».FEMMINISMO - La parte del libro che ha indignato di più le lettrici del sito MyBaby.com è quella in cui afferma «potrei sopravvivere la perdita di un figlio, non quella di mio marito». Eppure la critica del New York Times Susan Dominus si è commossa per il capitolo dove la Waldman rievoca il giorno di Yom Kippur quando, di fronte all’intera sinagoga, lesse una lettera di espiazione dedicata al figlio, abortito dopo aver scoperto che era portatore di difetti genetici. «Gli implorai perdono - racconta - per essere una madre tanto inadeguata da non poter accettare un bambino imperfetto». Migliaia di donne e femministe reduci da un'esperienza analoga le hanno scritto commosse per ringraziarla. «Però molte femministe mi rimproverano di aver usato la parola bambino, invece di feto» puntualizza lei. E proprio il femminismo, secondo l’autrice, ha reso il mestiere di madre infinitamente più difficile. «Il nostro multi-tasking ha raggiunto livelli parossistici. Dobbiamo essere perfette in tutto, mentre per essere definiti modello, ai padri basta presentarsi alla partita o al compleanno del figlio». Le promesse tradite di una società più equanime avrebbero generato nelle donne un risentimento che cova sotto la cenere. Con conseguenze disastrose anche sulla vita sessuale della coppia.SESSO E COPPIA - «L’uomo usa il sesso per rilassarsi dopo una giornata di stress e duro lavoro. Per noi donne è vero il contrario. Se poi dopo 8 ore in ufficio dobbiamo anche sobbarcarci i lavori domestici, è la fine dell’eros». Conclusione: «La vita sessuale di una donna è relazionata all’aiuto del marito in casa. Non c’è nulla di più sexy per una moglie con prole di un uomo che passa l’aspirapolvere». Anche se in libreria «Bad Mother» va a ruba, la Waldman è una delle rare scrittrici ad essere stata insultata durante il popolare show femminile The View e fischiata all’Oprah Winfrey Show. Come verranno recepite le sue teorie nella Vecchia Europa? «Gli inglesi applaudiranno senza riserve e i francesi soffieranno anelli di fumo in aria, scuotendo le loro galliche spalle e chiedendosi perché noi americani ci torturiamo così inutilmente. In Italia non riesco ad immaginare una madre che ami qualcuno, Dio compreso, più del figlio». Dopo aver trascorso le due ultime estati in Toscana, l’autrice descrive l’Italia come «un Paese ormai senza più bambini, che stravede quando ne incontra uno». «Camminare in una via italiana con un bimbo in braccio è come trasportare un’enorme torta nuziale. Tutti vogliono assaggiarla».
16 giugno 2009