domenica 31 agosto 2008

SanFrancisco-Philadelphia 10-0

Non ho parole per quanto e' bello questo posto... e non intendo la citta' di SanFrancisco... ma tutta la baia... uno spettacolo... Il fatto e' che ho sbagliato ad accettare un posto a Philadelphia... dovevo cercarne uno qui.
Allora appena arrivati la settimana scorsa eravamo gia' abbastanza eccitati per il fatto di aver visto dall'aereo dei posti paradossali, deserto infinito e nel pieno centro di questo campi coltivati di un verde intensissimo. Mark, mio zio, ci e' venuto a prendere all'aeroporto... e subito dopo ha capito che l'avremmo fatto diventare matto per il nostro cercare di girovagare ovunque.
Ma al solito devo scappare...
(prendetela come una cosa positiva... poi devo recuperare il tempo perduto... ho centinaia di foto... poi sono cavoli ostri...)
Ciao a tutti!
PG

martedì 19 agosto 2008

In partenza...

Siamo pronti... il mio vicino di casa mi lascia ancora internet... e io ne approfitto. Domani si parte per SanFrancisco, sveglia tra poche ore, scalo a Phoenix e dopop 8 ore di viaggio aspetteremo che Mark si faccia vivo tra la folla di persone che ci aspetteranno ad Oakland. Per la prima volta ho fatto il check in on line... vedi che domani mi lasciano a terra...
Si Daniel ho portato il DS2019... non l'ho lasciato a casa...
Intanto ho pubblicato on line le foto di Niagara e dei Finger's Lakes
Spero di aggiornare il blog anche dalla WestCoast... ci sentiamo presto!
Ciao a tutti!
PG

lunedì 18 agosto 2008

Washington in piscina...

Il mio vicino di casa, Matt (tipico palestrato mascellone...) ci ha concesso un po' di internet free questa domenica... e allora dal mio lettone, mentre Chiara ronfa beatamente qui accanto a me, vi menso un saluto notturno...
Qui siamo nel bel mezzo dell'isteria Phelps... l'energumeno divora calorie che vince sempre è sulla bocca di tutti in questi giorni... anche il prete oggi durante l'omelia ha sentito il dovere di nominarlo come simbolo di chi riesce a compiere grandi imprese... Per non parlare della televisione e dei giornale qui... è su tutte le prime pagine, in ogni edizione... diciamo che dal punto di vista della comunicazione non ci siamo inventati niente... qui come al solito "stanno avanti"... speriamo di fermarci per tempo piuttosto. Poi con Chiara, Barbara e Pere (la coppia con cui divido l'appartamento) abbiamo commentatospesso come sulla NBC, il cnale che trasmette le olimpiadi, non si faccia che vedere USA e China... è non c'è spazio per nessun altro, e allora va bene che sono i due paesi in cima alla lista del medagliere... ma anche la nostra televisione è così patriottica e classista? Per non parlare del fatto che non compaiamo neanche nel loro medagliere che invece di dare priorità al numero di ori vinti da ciascun paese, ordina per il totale di medaglie vinte... meglio la "quantità"... qui è d'obbligo.
Ieri siamo stati a Washington Chiara ed io. Centro di un patriottismo freddo e surreale. Premetto che siamo stati lì per qualche ora soltanto ma siamo riusciti a dare un'occhiata generale a quasi tutti i monumenti che sono disseminati lungo il National Mall (il grande giardino che collega Capilo Hill al Lincoln Memorial) e due musei (il National Air and Space Mnuseum e il National Natural History Museum). Ripremetto che ieri in California c'è stato il Civil Forum, l'incontro di persone legate dalla fede cristiana (penso,ma qui non è facile distinguerle le fedi e le chiese che nascono come funghi...) che assistevano alle risposte dei due candidati presidenziali alle domande riguardo temi sociali, questo per dire che a Washington ieri c'eravamo io, Chiara, e qualche migliaio di fedeli in preghiera lungo il National Mall sotto la guida di un predicatore urlatore che da un palco enorme con maxischermi e amplificatori, richiamava tutti a pregare perchè quello che accadeva in California riguardava le sorti del mondo... (da credente mi sono sembrati un po' troppo fomentati e urlatori... ma questo è un pensiero tutto mio...)
Insomma in una capitale con pochi turisti ci muovevamo in strade deserte fino ad avvicinarci ai grandi monumenti... grandi...
La Casa Bianca è molto meno autorevole di quello che credevo e i monumenti hanno carattere mooooolto simbolico. Un obelisco a Gerge Washington, un tempietto per Jefferson, il famoso portico sotto cui Lincoln è seduto con aria autorevole... tutti molto importanti per lo spirito americano... da punto di vista turistico una delusione.
Diversi mi sono sembrati i memorial degli eventi.
Per la guerra del vietnam un gruppo di soldati americani di bronzo attraversno un giardino con visi affaticati e impensieriti, al lato un muro di marmo nero alto circa due metri e lungo una trentina di metri lascia apparire dei visi appena accennati...
Per la Seconda Guerra Mondiale una grande fontana (subito prima della grande vasca dove Forrest Gump finito un discorso ritrova il suo grande amore) riporta i nomi di tutti gli stati americani e degli stati alleati con grande ghirlande bronzee sorrette da Aquile anch'esse di bronzo. Su tutto la scritta "L'America entrata in conflitto nella Seconda Guerra Mondiale non per desiderio di conquista ma per difendere la libertà" (questo monumento è stato inaugurato da G.W.Bush nel 2004).
Per la marcia su Waschington di M.L.King ina targa su una lastra di marmo all'ingresso del monumento a Lincon, che ricorda la frase "I have a dream" è suggestiva ma viene calpestata troppo spesso dai turisti che, distratti dallo sguardo di Lincoln, cercano la posizione migliore per una foto ricordo...
La cosa più buffa è il fatto che li chiamano memoriali... in teoria dovrebbero avere il compito di tenere vivo il ricordo della sofferenza che accompagna qualsiasi guerra...

un abbraccio a tutti!!!!
PG

venerdì 8 agosto 2008

E' passato giusto un mese!

Che dire... non mi sono fatto sentire da un mese a quasta parte...
e allora... devo raccontare un sacco di cose... dalla venuta dei cammelli, alla semi-visita in Canada di cui rimane il timbro sul passaporto, dal Cavaliere Scuro visto in una sala Imax all'incredibile MoMa di NY...

Comincio con un pezzetto di Roma che mi e' venuto a trovare, Andrea e Fede sono stati qui per due settimane. Due settimane disastrose per Andrea che ha dormito su un materassino con i bozzi e con l'aria condizionata che ogni mattina lo rendevano irascibile e distrutto. Avreste dovuto vederlo ogni mattina sembrava sollevato del fatto che la notte fosse passata... bofonchiava qualcosa e si buttava o a fianco a Federica (che con Chiara divideva il lettone) o sul divano in salone (che da quando abbiamo capito che di notte venive ispezionato e pulito dalla ditta Eredi Topolon non e' piu' stato un posto dove passare tutta la notte...). Appena arrivati li ho catapultati a NY dove hanno continuato la tradizione del "distruggiamoci e camminiamo tutto il tempo" che ha caratterizzato il primo viaggio mio e di Chiara a NY. I primi due giorni nella grande mela siamo stati insieme un po' in giro e un po' nei musei: il "NewMuseum" (un piccolo edificio apparentemente instabile pieno di opere d'arte un po' piu' che sperimentali, alcune futuriste, alcune solo di cattivo gusto, ridicole, colorate, schizofreniche...) e il "MoMa" (che la lonely planet descrive come un luogo che custodisce piu' di 100k opere, impossibile da vedere tutto in due giorni interi... davvero un posto incredibile).
E non voglio continuare prima di avervi descritto dove abbiamo trovato riposo la notte che sono stato a NY... ma il tempo scorre... stiamo per poartire di nuovo per NY io e Chiara... e li' ci raggiungera' Alessandro...
Giuro non faccio passare piu' tanto tempo prima di riscrivere!
Ciao a tuttI
PG

mercoledì 9 luglio 2008

Boston fireworks...

La mattina di sabato 4 luglio, il giorno dell’indipendenza, è cominciata nel migliore dei modi… pancake con frutti di bosco IMMERSO nello sciroppo d’acero… sinceramente penso che sia una delle cose più gustose che esistano… e ne ho provate tante (come le patatine di Rocco…eh eh)

Subito dopo ho prontamente messo alla prova le mie due nuove creature… ebbene sì, ho comprato due nuovi obiettivi il Canon 50mm f/1.8 (semplice, economico e luminoso) e il Canon 10-22mm f/3.5-4.5 (meno semplice, meno economico, soprattutto meno economico ma moooooooolto grandangolo, che dentro ci entra il mondo…). Ci devo fare un po’ la mano ed il tempo durante tutto il fine settimana non ci ha aiutato molto… ma ho fatto come al solito una carovana indiana di fotografie che vedrete presto (se vorrete…)

Insomma dopo aver sbirciato dentro la vineria con lo stesso nome del B&B (che ci crediate o no qui fanno il vino…garantisco, hanno i vitigni proprio dietro il negozio) piena zeppa di vini prestigiosi (ognuno vincitore di una medaglia… che i bastardi non ce li hanno fatti provare…) abbiamo fatto il giro per il lago… un posto splendido se non fosse che come ci è capitato spesso da queste parti, anche i luoghi così dedicati ad un turismo un po’ più attento alla natura, non sono per niente adattati all’uomo… mi spiego: lungo tutto il lago circa il 90% della costa è proprietà privata (fatte salve due spiagge alle estremità opposte, l’una parco statale, unico parcheggio forfeit 10 dollari, l’altra utilizzata per calare le barche in acqua…) e non esistono marciapiedi o corsie riservate alle biciclette o al jogging… infatti la strada era una savana di persone che corrono o biciclettano. Ad ogni modo appena abituati a questi paesaggi rilassanti e disintossicanti ci siamo rituffati alla rincorsa di boston per arrivare in tempo per i meravigliosi fuochi d’artificio, i migliori di tutti gli Stati Uniti…



Boston ci ha accolti sottovoce, la maggior parte dei bostoniani abituati agli spettacoli pirotecnici preferisce rifugiarsi sulla costa, mentre la città viene abitata temporaneamente dal resto degli americani devoti delle ricorrenze atee, infatti qui per rispetto di qualcuno non si festeggia nessuno (come succede per il credito nelle salumerie..). L’ostello ci accoglie con un mezzo busto di Elvis e una ragazza che, svogliatamente ci scheda e ci presta un paio di lenzuola tanto pulite da essere trasparenti a tratti… cmq mi sento fortunato, il posto era pulito e il letto abbastanza comodo con materasso plastificato (non sapete che rumore ogni notte per girarsi… lavori in corso in ogni momento…). Si cercavano contrabbandieri di tappi per le orecchie...

Riguardo Boston mi aspettavo qualcosa di più. Sembra una città molto vivibile, molti luoghi di socializzazione (bar e ristoranti ovunque come qui a Philly del resto) ma niente da togliere il fiato. LA solita downtown con i grattacieli (questi più cementosi di quelli di Philadelphia) e molti parcheggi e centri commerciali intorno. Bellissimo invece il Boston Commons (la Central park di Boston) un parchetto pieno di alberi e aiuole, pieno zeppo come tutti i parchi che ho visto fin ora… ecco un’altra cosa bella degli americani, si godono quello che offre loro la città… qui è sempre com Villa Pamphili a pasquetta, sono sempre tutti al parco). Insomma nel Boston Commons ci sono le zattere a forma di cigno, una grande vasca con delle rane come mascottes in cui tutti i bimbi sono invitati a fare passeggiate nell’acqua profonda qualche centimetro, un sacco di papere cigni e scoiattoli, e gente che gioca… un bel posto.

LA sera ci siamo infilati all’interno della grande massa di fedeli che ha occupato ogni millimetro quadrato di lungo fiume (il St. Charles) tutti con il naso all’in su a farsi rapire da venti minuti di botti, ognuno scandito da un ooohohhhhhhh di sorpresa e da ripetuti applausi diretti agli artisti della sera…

guardate quanta gente affacciata ai balconi...

continua...

martedì 8 luglio 2008

Due buoni compagni di viaggio

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai…potranno scegliere due imbarchi diversi, saranno sempre due marinai

Per 4 giorni Daniel ed io abbiamo girovagato lungo 1000 miglia di nord est americano tra città, coste e montagne. Sono stato fortunato perché nonostante io e Daniel non ci fossimo mai frequentati molto prima di essere qui negli States ho trovato in lui una bella persona con cui scoprire nuovi posti e condividere bei momenti, non senza differenti punti di vista sulle direzioni…

E prima di tutto mi è venuto da pensare ai miei compagni di viaggio con cui ho viaggiato fin ora… viaggiare in macchina per tanti chilometri… a volte in silenzio… mi ha permesso di lasciare andare i pensieri verso tutti i posti in cui sono stato e soprattutto con chi… i viaggi on the road in Irlanda e in Spagna, le fatiche dei campi scout, i viaggi per trovare serenità e quelli per inseguire cantanti, la prima vacanza tutti insieme morte e distruzione o la camminata sotto il sole in cerca della caletta senza formiche ammollo, le uscite notturne in città straniere e provare il gusto di sentirsi grandi o le missioni in mezzo ai boschi per provare l’ebbrezza di sentirsi bambini… la consapevolezza che tutto ciò non varrebbe la metà se ad averlo fatto fossi stato da solo.

Due buoni compgni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai…

E io sono partito da solo, qui sto provando miriadi di prime volte e a fianco a me si avvicinano nuovi compagni di viaggio che non so per quanta strada mi accompagneranno e quanto sapranno esplorare con me, e lascio che la vita mi faccia nuove sorprese riguardo nuovi mondi da scoprire… ma cmq in ogni viaggio ci sarà un pezzetto di quelli che ho vissuto fin qui..

Non prendetelo come un giudizio perché non posso permettermi di giudicare quel poco che ho visto di questo paese… solo che quando giovedì siamo partiti pensavamo di andare a vedere una nuova bella città americana… Boston. Per le prime 3 ore il paesaggio che ci circondava era quello solito (solito… relativamente) quando finalmente si sono viste un po’ di colline intorno a noi, la strada cominciava ad incurvarsi, a salire e scendere, a fare il solletico alle ruote della macchina… gli alberi si facevano più alti e il sole si abbassava… così ci siamo trovati in mezzo ai boschi del Connecticut nel buio di una strada locale nel mezzo del niente un po’ più isolati del solito con la bella sorpresa dei cellulari completamenti azzittiti da un paesaggio che sembra voglia restare selvaggio più a lungo possibile. Finalmente anche gli odori si sono fatti meno artificiali, odore di erba fresca, di legno e umidità entrava dai finestrini, e il meglio, una volta arrivati all’Hopkins Inn (il B&B), quando abbiamo cercato un posto per avvisare le nostre belle del nostro arrivo… contro voglia Daniel mi ha seguito a piedi nel buio più totale fuori il B&B verso il lago dove per la prima volta da quando sono arrivato negli States, ho ritrovato il silenzio. Nessun condizionatore, nessuna ambulanza, niente. Non penso saremmo stati gli unici ad apprezzare una cosa del genere, e allora mi chiedo quanta consapevolezza c’è in giro della schiavitù di cui siamo protagonisti nei confronti della tecnologia… (si faccio sempre il polemico…)



continua...

mercoledì 2 luglio 2008

Concorso...

Ormai due settimane fa Daniel ed io siamo stati a fare una gitarella in un posto davvero interessante e suggestivo. Sandy Hook e' una strisciolina di sabbia nella parte piu' a nord della costa del NewJersey che si allunga sul mare fino quasi a toccare NewYork... e infatti NewYork si vede (certo si sarebbe vista meglio senza quella insopportabile foschia che ci circondave...) ma alcune sagome si distinguevano benissimo.
Il paesaggio era molto diverso da quello di OceanCity, dove eravamo stati anche con Chiara un po' di tempo fa, pieno di giostre, negozi di chincaglieria e magliettine kitch... Il nord del NewJersey somiglia piu' ad un'agglomerato di villette (con le dovute proporzioni... arrivano anche a 1500 metri quadrati... e la maggior parte sono enormi) che si godono tranquille le giornate soleggiate e ventose dell'atlantico. Certo i cartelli che indicano la strada da seguire per "evaquare" la zona mettono un po' di ansia... ma in generale penso che sia un posto molto rilassante.
Le barche a vela ovunque, i gabbiani di SanRemo che non smettono mai di farsi sentire, i tipici fast sea food (non si chiamano cosi' ma e' strano come qui il pesce sia considerato un alimento da consumare quasi sempre fritto e al cartoccio o in ristoranti super mega lussuosi) ed il doppio faro che guarda tutto dall'alto di una collina, per altro il primo pezzetto di terra alto piu' di 20 metri sul livello del mare da quando sono arrivato qui. Le foto sono tutte nell'album.

Il concorso, invece lo vince chi riesce ad indovinare come si chiama quest'animale impressionante che abbiamo trovat a decine sulla spiaggia di SandyHook...


le dimensioni:

e se lo metti a testa in giu'...


Ovviamente questi erano morti, cio' nonostante ci siamo chiesti se nel caso fossero stati vivi saremmo stati in grado di scappare quando inseguiti...
La risposta esatta del concorso alla prossima volta... intanto in questo fine settimana ce ne andiamo a Boston...
Ovviamente sono in palio ricchi premi e cotillon...

Ciao a tutti!!!!
PG