venerdì 28 febbraio 2014

Inutile dire...

Inutile dire che questa prima settimana abbiamo lavorato 14 ore al giorno... Inutile dire che oggi, Venerdì, il giorno festivo, abbiamo lavorato sette ore... Inutile dire che fa caldo (ma poi neanche così caldo)... Inutile dire che le donne in Arabia Saudita sono diverse da quelle danesi (che poi chi lo sa come sono fatte quelle saudite...)

Dico invece che, sempre con gli alti e i bassi che contraddistinguono il mio umore ultimamente, posso dire che questo posto non è poi così male. L'atmosfera è molto rilassata (a parte quando sei in macchina dove sembra di essere un po' a Caracas (ma meno pericolosa) e un po' a Napoli (dove il traffico è un po' più genuino)). Le grandi vie di comunicazione hanno 4/5 corsie per senso di marcia, che diventano una decina quando le macchine/fuoristrada decidono di mettersi una sull'altra per cambiare corsia, girare, superare... Senza una freccia, senza un motivo, senza un perchè, gli autisti qui si muovono in un caos da studiare. Il nostro autista per primo si mette dietro macchine bloccate nel traffico facendo i fari pretendendo che le macchine davanti si spostino... Poi nelle strade secondarie, nel paese vicino a dove è il workshop (21.668954, 39.244467) si perde il senso di doppio senso di marcia, di guida a destra, le rotatorie non esistono più, si prendono contromano, si supera andando fuori strada (se hai un fuoristrada)... mentre se hai una macchina berlinetta (noi ora ci muoviamo con una Nissan Sunny, che è praticamente una vecchia 127 a tre volumi)devi conoscere alla perfezione i dossi assassini, che anche quando vengono presi lentamente danno una bella grattata alla pancia della macchina...  Insomma ogni giorno percorriamo i 17 km tra l'albergo e il workshop in 45/60 minuti, con una serie di scariche di adrenalina che ci portano svegli e pimpanti a lavoro.

Aggiungo il fatto che sono venuto a conoscenza di un sistema di assistenza ai tossicodipendenti ed alcolizzati che in un paese dove il contrabbando di droga viene punito con la pena di morte e l'alcol è bandito dal paese... è tutto dire...

Ah... le esecuzioni avvengono di fronte alla moschea nella città vecchia... proprio dove sono passato stamattina... ma questa è un'altra storia...

lunedì 24 febbraio 2014

Welcoming Jeddah

Eccomi arrivato, l'avventura ricomincia...
appena scesi dall'aereo, temperatura piacevolissima, incontriamo un nostro collaboratore, megapancia nascosta da un camicione bianco tradizionale (ci devo fare un pensierino), che ci sfila i passaporti dalle mani e li dà a un suo amico... eccolallà... mo' vallo a spiegare a una delle trecento guardie il perchè non ho un passaporto con me...
Fatto sta che in meno di 10 minuti eravamo al varco del controllo passaporti accedendo dall'uscita ed evitando almeno 3 ore di fila...
Già mi sento a casa...

Usciamo fuori, il mio capo mi dà il benvenuto, entriamo in macchina, in una delle trecentomilioni di macchine parcheggiate una sull'altra, un fuoristrada ENORME, ovviamente... Si parte, evitiamo collisioni millimetriche ad ogni metro, suoniamo il clacson ogni 4 secondi, saltiamo la fila delle macchine al pagamento superando un cordolo, tanto siamo in fuoristrada... comincio a credere ad una candid camera... Sono a casa...

Dopo un tragitto in autostrada tra negozi aperti alle 22.30 e concessionarie di Rolls PIENE di macchine all'interno, arriviamo ad un ristorante, vicino l'albergo, Goodies (21.550884,39.162943), una specie di Autogrill, corridoio circolare con tutte le varie cibarie, fresche e appena cotte, davvero invitanti... ora non vi tedierò con le prove di pronuncia delle varie cose mangiate, per ora ci accontenteremo della pancia piena, domani vi racconto come ho dormito... ma il succo di melograno finale valeva il tutto...

Infine l'albergo, il Sands hotel (21.549177,39.16114), "caratteristico"... e non mi espongo oltre...

Ora sotto le pezze (ci sono coperte di lana e copriletto...!?!?) per 4 h e mezza di sonno... autista in albergo alle 6.30 per scarrozzarci in ufficio...

Un abbraccio a tutti!!!!

sabato 24 luglio 2010

* * * * * * Il nostro viaggio di nozze * * * * * *

Viaggio di Nozze di
PG e Chiara in Nuova Zelanda e Isole Fiji
dal 25 Ottobre al 19 Novembre



Giorno 1/2 – Viaggio - Roma-Dubai; Dubai-Bangkok; Bangkok-Melbourne; Melbourne-Christchurch

....mmmmm...e già, è proprio un viaggio della speranza!!!!

e non è ancora nulla a confronto con ciò che ci aspetta...


Giorno 3 – Christchurch - Orari B&B


In principio Dio creò il cielo e la terra (Gn 1,1)


Forse ci troviamo di fronte allo scenario della creazione...


E fu sera e fu mattina: primo giorno (Gn 1, 5)...


Ed è anche il nostro primo giono di viaggio in Nuova Zelanda, anche se con il fuso sottosopra difficile distinguere la sera dalla mattina!!


Giorno 4 – Kaikoura - Bendamere House


Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare.

E fu sera e fu mattina. (Gn 1, 9-10; 13)


Forse l'uomo non ha a disposizione parole per desrivere questo scenario della natura!

(magari è solo un fotomontaggio, sapremo dirvelo al ritorno...)


Giorno 5/6 – Kaiteriteri - Kimi Ora – Escursione nel Parco Nazionale Abel Tasman


Chiara: "Penso che qui prenderò il sole fino a diventare rossa come la sabbia!"


PG: " 'More dai che ti stiamo aspettando per iniziare la nostra passeggiata che dura circa 5 ore!

'More... 'More... Oddio è svenuta!!!!"


Giorno 7 – Punakaiki - The Rocks


Natura imperturbata... Prima...



esplosiva poi!!!




Giorno 8 – Fox Glacier - Misty Peaks – Escursione sul ghiacciaio



Pg:" 'More..ore..re... Ci sei... ei... i?


Chiara: "Sì, sì amore sto arrivando!"

...ma chi me lo fa fare? Io quasi quasi rimango qui a giocare a carte con i pinguini... ihihih!...



Giorno 9 – Queenstown - Central Ridge Boutique Hotel




Giorno 10 – Milford Sound - Crociera sul Milford Mariner


Chiara:"Ahhh... Finalmente un pò di relax!"


Pg: " 'More che ne dici se dopo esploriamo quella vetta, vedi quella lì, la più alta là infondo?"

"Oppure possiamo parteciapre al giro in canoa notturno questa sera!"


Giorno 11 – Queenstown - Central Ridge Boutique Hotel



Giorno 12/13 – Rotorua - Robertson House – Cena tradizionale Maori e visita alle Waitomo Caves


Oggi ci aspetta una bella sauna! ...'More niente shopping!


Chiara: "Amore mio ma guarda che spettacolo della natura... Sembra un cielo stellato!!!Guarda quasi tocco le "stelle"!!! Che bello!!! Ma.. Ma che cosè? Che strana consistenza che hanno queste cosine luminose? More ma cosa sono?"


Pg:" More mio sono VERMI!

'More... 'More.... Ecco, mi è svenuta di nuovo!"


Giorno 14 – Auckland - Sunderland House




Giorno 15 – Dargaville - Waipoua Lodge




Giorno 16/17 – Paihia - Crisdon Castle – Crociera Cape Brett Hole in the Rock



Giorno 18 – Waitakere - Equinox Lodge


Le orme di PG, che si allontana sconsolato, dopo l'ennesimo finto mancamento di Chiara al pensiero di una passeggiata sulla spiaggia... quanti saranno... 3 o 4 chilometri!!!


Giorno 19 – Nadi (Fiji’s Islands) - Hotel Tanoa International



Giorno 20/21/22/23 – Malolo Island – Likuliku Resort


...


Giorno 24 - Nadi (Fiji’s Islands) - Hotel Tanoa International



Giorno 25/26 – Rientro in Italia - Auckland-Sidney; Sidney-Bangkok; Bankok-Dubai; Dubai-Roma... ma solo per una notte



Giorno 27 – Rientro in Venezuela ...con scorta di antidepressivi



Se volete accompagnarci nel nostro viaggio potete effettuare un bonifico sul conto intestato a:




Se volete potete lasciarci un messaggio o qui di seguito o nella causale del bonifico!

Sperando di vedervi tutti il 24 ottobre!

Chiara e PG

giovedì 13 maggio 2010


Lei si è fatta viva durante gli utlimi giorni di lavoro del mio ex capo. I primi tempi ovviamente era timida, si faceva vedere poco e si accontentava di qualche briciola sporadica. Rimaneva fuori senza pretese, nonostante la presenza dei cani mi mettesse un po' in ansia. Poi Antonio, il mio ex capo è partito... e lei si è presa più libertà. Si vedeva non fosse una gatta totalmente di strada, cercava sempre compagnia, in mezzo agli operai e tra le macchine ferme... in continua esplorazione. Finchè non ho avuto la malsana idea di farla salire su in ufficio una sera quando non c'era più nessuno... inutile dire che non me la sono più scollata di torno. In più la sua voglia di stare sempre in compagnia si è fatta più concreta con l'arrivo fortuito di un maschio della zona... che ha prontamente colto l'occasione e fatto il danno...


Al rientro dalle vacanze di Natale, ho trovato la micia con una pancia che metà bastava... Lei è diventata sempre più affettuosa, ha cominciato a vivere prima nell'officina, costringendomi a comprarle una lettiera perchè non dimostrasse il suo disappunto verso il capo officina regalandogli ogni mattina i suoi bisogni nell'ufficio in costruzione, e poi nel mio ufficio.
Ha scelto la mia sedia per partorire... ha cominciato a guardarmi con occhi spaventati e quasi stupiti, mentre respirava con la bocca aperta e con un po' di affanno faceva una strana impressione... così abbiamo preso la borsa preparata in precedenza e ci siamo fiondati in ospedale... ehm ehm... no... ho preso la scatola che avevo preparato in precedenza e l'ho messa dentro perchè potesse stare più tranquilla... e tra una carezza e l'altra, tra miagolii inconsueti (ho dimenticato di dire che è una gatta senza voce...) sono spuntati fuori 5 topolini spettacolarmente pimpanti... E dopo l'aver visto la faccia della gatta incredula per quanto le stava succedendo, il guardare i mici appena usciti e aspettare che iniziassero a respirare è stata proprio una bella emozione...
Intanto Chiara, avvertita ad ogni nuovo fagotto dato alla luce, aspettava contenta di tornare a casa per vedere le opere d'arte...
Ovviamente la scatola è durata poco, e la sistemazione notturna nel bagno è stata presto sostituita dall'affitto notturno del mio ufficio, debitamente preparato ogni sera con ogni genere di comfort, croccantini, lettiera pulita e acqua fresc... beh l'acqua del rubinetto... l'evian l'avevano finita... C'hanno messo poco a crescere... quanto di più lontano fisicamente dalla mamma... 5 pupazzetti divertenti che in poco tempo sono diventati una buona attrazione, soprattutto per la ragazza delle pulizie che ogni mattina mi chiedeva di rendere agibile il mio ufficio a causa del ritardo con cui i mici hanno imparato a cosa servisse la lettiera... ma poi con un po' di pazienza hanno come per magia usato il bagno. Incredibile...
Piano piano sono riuscito a regalarli tutti, più o meno tutti destinati a case comfortevoli e tutti di sicuro da famiglie attente...tutti tranne uno... Orbus, o Birolo... il micio che ha subito capito come andava trattato il padrone, sleccazzate e richiesta di coccole durante la giornata... e il padrone fesso si è fatto infinocchiare tanto che ora sulla porta dell'ufficio non c'è più il mio nome ma il suo...





lunedì 4 gennaio 2010

sabato 14 novembre 2009

Intermezzo

...tanto l'ho attesa che alla fine la novità è arrivata...
Mi hanno informato che l'attuale plant manager a giorni verrà trasferito in Kentucky, e a me resterà l'onore di "dirigere" il plant venezuelano...
YUPPIIIiii... . . .
Vabbè... non vi aspettate salti di gioia, il posto è quello che è, i venezuelani sono quello che sono... e io pure cerco di non smentirmi...
sto cercando di riflettere, di capire dentro che reazioni trovo
paura, entusiasmo, tristezza, soddisfazione, curiosità, solitudine, orgoglio, fiducia, diffidenza, ...
Abbiamo parlato molto io e Chiara, ci siamo rassicurati a vicenda. Il programma sta procedendo secondo programma, 3/4 anni all'estero per cercare di fare una gavetta che permetta di trovare un lavoro dignitoso in italia e poi si rientra nei ranghi. A livello professionale mi stanno dando una grossa dimostrazione di fiducia (anche se forse sono un po' costretti dalla situazione) e il rischio di bruciarsi è presente... ma non sono troppo preoccupato per il lavoro, che scomposto ai minimi termini è fatto anch'esso di piccole cose, affrontabili e risolvibili. Certo sono molto preoccupato per l'ambiente esterno. Ma terrò gli occhi aperti e se qualcuno lassù mi dà un'occhiata, gli occhi aperti saranno quattro.
Ancora non ci sono notizie ufficiali dagli alti ranghi di cesena, ma già da lunedì di saranno riunioni per il passaggio delle consegne... il trasferimento del mio capo sarà rapido, già da dicembre dovrebbe partire...

Per ora medito sul cambiamento che in realtà cambiamento non è... e mi appisolo
'notte...

giovedì 5 novembre 2009

Un viaggio ben organizzato 3

Contro ogni previsione troviamo un posto al grand hotel Cumaná, una bettola a 3 stelle… che peró a detta di Francisco era troppo cara. "Ok, peró ha una stanza per tutti e quattro!", "Si peró costa “medio palo cada noche” (“mezzo milione” che in euro sarebbero piú o meno 70 per 4 posti letto)", "Ok peró che alternative abbiamo?", "Andiamo a cercare altri posti"

…

Ok (in tutto ció la zia di Francisco e la sorella ci avevano offerto ospitalitá… ma la zia ha la casa piccola mentre per quanto riguarda la sorella (che poi scopriamo essere 3) domani si incontreranno per la prima volta… é una lunga storia… tra poco ci arriviamo).

Ore 21.30… ritorniamo sul lungomare dove troviamo degli alberghi che sembrano l’hilton a monte mario… capiamo subito dal tipo di auto che passano controllati dalla vigilanza che non é alla nostra portata, altro che medio palo… Troviamo anche un altro hotel, insegna poco appariscente, ci si arriva attraverso un viottolo stretto tra due muri di cinta alti 5 metri circa… Ci aprono un cancello, Hola pana! (ciao amico) … … é un albergo ad ore… tante piccole cellette con le auto diligentemente parcheggiate di fronte ad ogni porta… non é il posto per noi. Vigilanza molto cordiale e amichevole con Francisco e la ragazza nella macchina di fronte a noi, un po’ piú incuriositi quando passiamo io e Nabil, chissá che avranno pensato.

Torniamo al GrandHotel, ma Francisco non é ancora convinto, nonostante con Nabil abbiamo proposto di smezzare in proporzioni differenti… Facciamo talmente tanta pena che il vigilante dell’albergo, seduto subito fuori la porta, ci chiama e ci suggerisce di andare in una strada del centro di Cumaná dove ci sono un sacco di alberghi, tutti in fila.

Obbediamo ringraziando il poco attaccamento al lavoro del muchacho, e riprendiamo la ricerca alle 22. L’ultimo dei 4 alberghi in fila ha una stanza, costa di meno e ci permette di non andare a disturbare i parenti di F. sparsi per Cumaná… e poi di fronte c’é una pizzería abastanza allettante…

Ci fiondiamo dentro per dare i nomi e tutto il resto e il portiere si fionda ad accoglierci…solo che lui, come molti venezuelani, soffre di quella malattia che porta il battito cardiaco a rallentare e rallentare e r a l l e n t a r e e r a l l e t a r e ... inducendo lo stesso ritmo a tutte le altre azioni corporee… a volte anche mentali…

Riusciamo a prendere possesso della camera, io e Nabil stanza con due letti a castello, e io sono felicissimo. Per ottenere un materasso comodo, ma davvero comodo, scopro, la mattina dopo, di aver dormito esattamente nel centro di un tifone... nel flusso dell’aria condizionata accesa di notte… Ma sono sopravvissuto (anche se la mattina avevo, perdónate la licenza poetica, dei batoliti nel naso e negli occhi… … buongiorno!!...)

Scendiamo di corsa anelando la pizza, ma ovviamente la pizzería é chiusa… ci dicono di andare piú avanti di un paio di isolati lungo la strada, l’altra pizzería rimane aperta un po’ di piú… Noi allora, benedicendo la sveltezza del portiere, riusciamo ad arrivare all’altra pizzería, che pare essere il punto da cui é partita l’epidemia della malattia di cui vi parlavo prima. Alle 23.30 circa riusciamo ad ottenere la nostra unica mega pizza (si, la pizzaeria stava chiudendo, meglio una pizza grande che 4 piccole… tradizione americana). Chiedo a Francisco che cosa ci avesse fatto mettere, e lui mi responde: “Tutto”… e io benedico la tradizione americana…

Ci incamminiamo verso l’albergo per cenare, dato che la pizzería chiudeva ci hanno gentilmente messo alla porta, quando scopriamo che l’albergo é chiuso e in portineria non si vede nessuno, non abbiamo numeri di telefono e non ci sono citofoni… Le benedizioni questa será si sprecano…

Aspettiamo, urliamo, scopriamo esserci alcune auto che aspettano di entrare nel garage, dicono di avere una prenotazione, ma anche il parcheggio é chiuso… Aspettiamo, urliamo, e cominciamo a manngiare la pizza… il nervosismo cresce proporcionalmente con l’arsura… buona la pizza con “tutto”… quando spunta il portiere che si scusa dicendo che non ci aveva sentito (mortacci)… Intanto lo avverto che fuori ci sono altre persone che dovrebbero entrare… lui fa una faccia stupita (l’albergo é tutto completo), gli dico che hanno la prenotazione, la faccia stupita diventa terrorizzata, imbarazzata, sorridente… il portiere chiude la porta dietro di noi e rientra dentro di soppiatto… credo che non siamo stati gli unici a benedire quella sera…

Suggerimento: non prenotate alberghi in Venezuela, o quantomeno a Cumaná…

Conquisto finalmente il letto, con la pancia piena di tutto e coca cola… mixata con l’aria condizionata sparata mi aspetta un buon riposo…

La mattina con calma ci svegliamo e ci organizziamo per andare a mare. Prima peró andiamo ad incontrare le sorelle di Francisco. La colazione appena svegli non é una tradizione di qui, sento ancora “tutto” che mi torna su e un caffettino non ci starebbe niente male.

Allora, il papá biologico di F. é un tradizionalista… e seguendo le tradizioni ha sparso per il Venezuela un po’ di figli con diverse donne. F., una volta diventato grande, ha capito che al di lá dei rancori, mantenere contatti con le persone é una cosa positiva (ovviamente, riguardo i rancori, devi riuscire a non soffrire della mancanza di un genitore… e qui sta alla bravura del genitore restante, o alla bassa sensibilitá del soggetto…) quindi a 24 anni ha deciso di incontrare queste sorelle che hanno avuto la fortuna di avere il papá presente (saltuariamente) a casa con loro fino ad oggi.

...

martedì 3 novembre 2009

Un viaggio ben organizzato 2

...

Poi Francisco ha anche una zia e delle sorelle a cumaná… magari ci danno una mano… (la storia della zia e delle sorelle non era molto chiara… poi si rivela per la sua complicatezza piú avanti nel viaggio…)

Io intanto mi spulcio la guida del parco. Sembra prmettere bene. Ci sono decine di spiagge, si raggiungono tutte con delle lance, ma a mali estremi, ci aspettiamo il pienone e le lance potrebbero essere stracolme, uno si butta in una delle spiaggette lungo la strada come Playa Colorada, o Arapito.. insomma abbiamo parecchie vie di fuga. La guida racconta anche di altri piccoli centri… tipo Santa Fe, dove c’é un ostello per giovani backpacker… (che figata penso… poi mi spiegano che se entri a Santa Fe sei fortunato se ne esci in mutande… é facile venir rapinati o altro…)

Nella lista delle cose da fare al rientro c’é lo scrivere una lettera alla lonely planet con la preghiera di rivedere velocemente i consigli sui soggiorni per viaggiaatori fai da te qui in Venezuela…

Ques’anno ci sono stati diversi ponti, e questo é l’ultimo fino alle vacanze di Natale. Questa volta (il 12 ottobre) festeggiamo (¡?!) Cristoforo Colombo.. nonstante qui tutte le statue che ritraggono cristoforino vengano abbattute da vandali con lo scherno delle autoritá che non hanno però la benché minima intenzione di rimetterle al proprio posto. Colombo ufficialmente non é ancora demonizzato come figura… ma presto simon bolívar prendereá anche il suo posto. Il sabato arriva e noi siamo pronti.
A mezzogiorno Antonio ci lascia scappare e la prima tappa é casa di Nabil, per farlo cambiare e mangiarci qualcosa prima di partire. Verso le due, incontriamo Francisco e la ragazza che stanno giá alla seconda terza birra… carichiamo una casa di bottiglie vuote di birra (per risparmiare sulla cassa che compreremo tra poco) e partiamo. In questo paese ogni tipo di celebrazione, riposo, festa, serata, é scandita dal numero di birre che si bevono…

Partiamo con largo ritardo, (per arrivare a Cumanà ci vogliono cmq almeno 5 ore e mezza) e dopo un quarto d’ora siamo giá fermi… la birra ha fatto effetto su Francisco e la ragazza.. ma non contenti comprano altre due birre per loro e due per me e Nabil…

Il viaggio é lungo ma piacevole. Camminiamo su strade non troppo malandate (a parte un tratto suicida di 10 km con pezzi interi di strada franata per le piogge) che corrono attraverso pascoli verdi e paesini senza tempo, dove i giovani si siedono sulle panchine ai lati della strada in corrispondenza ai dossi artificiali (degli Himalaya non segnalati in mezzo alla strada necessari per non avere crolli demografici in questi paesini che nascnon lungo la via) per vedere le auto che rischiano di ribaltarsi…un’ottima occupazione… (nel frattempo Nabil mi racconta con le lacrime agli occhi che anche nel suo paese esiste un’attività del genere... i bambini prendono un grande sasso, lo mettono in una busta di plastica grande, lo camuffano quanto basta e lo piazzano in mezzo alla strada... il guidatore tranquillo e beato sui accorge della busta... pensa: “è una busta”... e ci passa sopra inconsapevole di dover sostituire, se gli va bene, coppa dell’olio e quant’altro... altra bella occupazione... p.s. se andate in Marocco siete avvisati...)

Dopo 4 o 5 soste ben pianificate (nelle quali incredibilmente si faceva a turno per fare pipí, mai due alla volta) e 2 soste rifornimenti (durante le quali oviamente non si puó fare pipí…) arriviamo a destinazione… Cumaná… ore 21.00 … troveremo dove dormire?

domenica 25 ottobre 2009

Un viaggio ben organizzato 1

L’idea era quella di partire per tre giorni e scendere verso sud fino allo stato Amazonia… Antonio ci aveva suggerito di arrivare a puerto Ayacucho, dormire lí e la domenica mattina cercare qualche attivitá sulla riva dell’alto Orinoco.

Puerto Ayacucho é un paesotto piuttosto recente. Sorge sulla riva destra dell’Orinoco nella parte in cui il fiume fa da confine tra Venezuela e Colombia. Il fatto é che solo negli ultimi anni cinquanta hanno costruito la strada che arriva dal nord fino al profondo sud. Ancora oggi la strada si ferma qui, oltre ci sono solo alberi e foreste. La guida dice che addirittura vasti tratti della catena montuosa piú a sud del Venezuela non sono mai stati visitati… non pensavo che al mondo ci fossero ancora zone inesplorate…

Eravamo parecchio eccitati… oltre a poter fare rafting a motore sul fiume, a puerto Ayacucho c’é la possibilitá di mangiare carne di tapiro e di altri animali inusuali. Il problema é che come tutti i fin de semana largo, i ponti, i venezuelani escono dalle loro case e si riversano nelle poche pensioni disponibili in questi luoghi, turistici, ma neanche tanto. Andiamo a cercare tra le conoscenze di Antonio e su internet se c’é qualcuno che ci puó ospitare…ma niente.

Secondo problema, per arrivare a puerto Ayacucho servono 10 ore almeno, di macchina… niente male. E partire a mezzogiorno con la prospettiva di dover attraversare l’Orinoco su una chiatta di notte non è il massimo… Piano piano il progetto amazonia sfumava senza riserve…

Allora ci buttiamo sull’occidente, io e Nabil… andiamo a vedere Coro, cittadina coloniale, seconda capitale del Venezuela precedente a Caracas, e di domenica passiamo a vedere una zona desertica con dune di sabbia parecchio alte (da google earth sembra davvero deserto incontaminato) e di seguito ci buttiamo sulla penisola di, non mi ricordo il nome, dove ci sono distese di cactus, spiagge per surfisti e un faro abbandonato da raggiungere con un tracciato di fuoristrada…

Se non che al gruppetto si aggiunge Francisco con la ragazza… lui é stato a Coro e mi dice, “una cittadina carina, un’ora e mezza e torni a casa…” e poi: “il deserto? Vabbé voi in europa l’avrete visto per forza il deserto…” e io: “... ...”, e lui: “ah, in Europa non ci sono aree desertiche?”, e io ancora: “…. ….”
Cambiamo di nuovo programma, speriamo per l’ultima volta dato che sono le 8 di será del giorno precedente alla partenza… Allora é deciso. Andiamo al parco nazionale di Mochima. Venezuela orientale, parco nazionale di isole “incontaminate” lungo la strada per Cumanà.

martedì 29 settembre 2009

tre secondi

Ci sono tre secondi del viaggio che ogni mattina mi porta in ufficio che da soli valgono una boccata di ossigeno puro, un sospiro e, quando sono proprio fortunato, un attimo di stupore sereno.
Per arrivare in ufficio prima devo uscire da Caracas, poi mi tocca un tratto di grandi curve che l'autostrada fa assecondando la mezza costa delle montagne che, sempre di un verde intenso, circondano Caracas, ed infine la discesa verso la valle del Tuy, dove c'è Charallave.
Nel tratto centrale c'è una curva, una sola, dalla quale si possono vedere una dopo l'altra, tutte le montagne che fanno da cornice ad una valle stretta e lunga che si protrae per chilometri. E queste montagne accompagnano lo sguardo fino all'orizzonte, quando le nuvole lo permettono, lontanissimo e con sfumature incredibili. A volte le nuvole nascondono le cime delle montagne, a volte formano un letto bianco nella vallata e allora si vedono solo queste forme geometriche sospese a mezz'aria, a volte ancora le nuvole coprono in parte solo la cima giù in fondo in fondo alla valle, e allora si creano dei quadri incredibili.
A volte non si vede niente... con la pioggia o con la nebbia la valle scompare...
Forse a rendere più preziosa questa vista è il fatto che non la becchi sempre, devi rimanere concentrato alla guida, poi le decine di curve dell'autostrada sono tutte maledettamente uguali, e non mi posso fermare da nessuna parte lungo la strada per fare una foto o godermi per qualche minuto la vista.
No.
Ogni volta è una sorpresa girarmi e avere questo flash della valle che scappa via... non me l'aspetto, non la cerco, eppure lei compare...

A proposito di comparizioni... oggi mentre mangiavo mi è venuta una voglia irrazionale e gravidanziale di fiore di zucca fritto. Mi sono immaginato l'alicetta con la mozzarella squagliata intorno, il profumo di fiore di zucca e la pastella croccante e dura intorno... quasi avevo la allucinazioni... sto proprio alla frutta...

Buonanotte!!!!

giovedì 24 settembre 2009

...piove...

quasi finisce la seconda settimana di rientro quiggiù... e sto quasi riprendendo l'abitudine a questi luoghi e queste facce. La vacanza casereccia è stata croce e delizia... anzi, meglio prima delizia e poi croce. Il secondo arrivo è diverso, già so cosa aspettarmi... non c'è più l'effetto sorpresa con il quale ammortizzi tutti gli inconvenienti della giornata. Poi in officina tira un'aria pesante... magari è proprio la mancanza dell'effetto sorpresa, oppure è proprio che l'aria è pesante, c'è qualcosa sotto... e io lo scoprirò! Tie'

Siamo in piena stagione delle piogge. Ogni giorno, nonostante durante la giornata splenda un sole che ti brucia la pelata, verso le 6 (ora fatidica del previsto ritorno a casa) si copre tutto e si scatena l'inferno. Nel tratto di autostrada che faccio per tornare a casa l'acqua ha un'altezza fissa di 10 cm... e corre e scorre tra le macchine senza paura. Ora, finche andavo in giro con il carroarmato di Antonio (un Ford SportTrack 4.7 litri 4x4 benzina, una manna per il benzinaio) tutto a posto... ma ora che mi ritrovo con la cugina sconcia del vecchio Piddu della famiglia Cosatti (una splendida Uno 1.3 litri, una mannaia per il benzinaio (ve la devo spiegare, con la Ford dal benzinaio ci passavo una volta ogni 2 giorni e ci mettevo 70 litri di benzina, ora con la Uno ci passo sempre ogni 2 giorni, che il serbatoio porta 25 litri più o meno, ma al benzinaio rompo solo le palle, che con quello che pago non ci compra neanche mezzo caffè)) ...dicevo, con la Uno è tuttaun'altra storia. Quando guido nell'acqua sento gli schizzi sotto i piedi, il tergicristallo arranca e la radio suona la canzone delle Spintarelle (ve le ricordate? "Glu glu glu... glu glu glu")
Insomma per non essere volgari, mi cago sotto ogni sera e le spalle rimangono nella posizione Gobbo di Notre Dame per la tensiona (oltre a guidare abbracciato al volante sperando di vedere la strada)...
Per forutna non è successo tutti tutti i giorni... al volte il problema del vedere la strada non si è posto, si stava tutti fermi a prendere il te', aspettando che i pompieri rimuovessero gli alberi caduti lungo la strada... con un machete... uno, non due... UNO

UNA squadra di pompieri... UN machete

c'ho messo 2 ore e mezza per tornare a casa...

cmq piccola riflessione sulle notizie che mi sono messo a "spulciare" (ma neanche tanto...) che risalgono all'8 settembre. Da una parte c'è un certo Barak che di fronte ad una folta platea di un college di Washington se ne esce con un discorso piuttosto indigesto: "Per avere successo dovete studiare". Dall'altra parte arrivano gli echi degli applausi che il Red Carpet (rosso ancor di più per la presenza delle cravatte del regista e del soggetto) di Venezia ha riservato all'ospite/soggetto/icona del documentario di Oliver Stone... il nostro presidente Chavez. Quello che nelle due settimane di viaggio europeo ha visitato la Bielorussia e Iran e Russia e Spagna e Italia appunto. Nell'ordine, in Iran promette ad Ahmadinejad promette 20.000 barili di petrolio al giorno in cambio di 800 Mln di dollari/anno e qualche "chicca" sull'arricchimento dell'uranio, in Russia discute con l'amico Putin (quanti amici che ha Putin) riguardo il soprannominato "Asse del male" anti-iperialista (si parla dell'impero statunitense), compra 4.4 miliardi di dollari di armi (missili anti-aerei, fucili, etc) e 92 (novantadue) carri armati per la spesa di 2.2 miliardi di dollari (questi ultimi prestati dalle banche russe) in cambio dell'esclusivo sfruttamento di una parte dei possibili giacimenti di petrolio sotto il fiume Orinoco (nel frattempo riconosce politicamente Ossezia e Abkazia come repubbliche indipendenti), arriva in Italia dove fonti locali venezuelane parlano di una telefonata di un'ora don il Presidente del Consiglio, fatto non confermato in Italia, partecipa al festival di Venezia come ospite di Oliver Stone (il documentario presentato tratta della rivoluzione venezuelana con protagonista il presidente) riceve gli applausi del pubblico (alcuni giornali hanno fatto notare come il pubblico plaudente era lo stesso che alcuni giorni dopo avrebbe applaudito i documentari riguardanti gli scontri seguiti alle elezioni in Iran), ricorda l'amicizia con i presidenti Napolitano e Berlusconi e entusiasma i presenti con un "porto l'Italia nel cuore". Infine conclude il viaggio in Spagna, anche qui accolto come un buon ospite da Zapatero e come un nuovo amico, dopo aver messo da parte i vecchi rancori, da re Juan Carlos. In questa occasione il presidente C. tira fuori uno scoop, al largo dlle coste nord-occidentali del paese un consorzio Eni-Repsol (50-50) ha scoperto uno dei più grandi giacimenti di gas al mondo. Grandi applausi. La PDVSA, compagnia petrolifera statale entrerà automaticamente nel consorzio con una quota del 35%. A Repsol ed Eni toccherà il 32.5% cadauna. Applausi (?!?).
Il viaggio di Chavez termina qui. Speriamo che i ragazzi abbiano assimilato qualcosa dal discorso di Barak...

ora tutti sotto coperta...si va a nanna!
Buonanotte

lunedì 14 settembre 2009

el temblor

per poco non rimanevo in Italia...

arriviamo al banco dell'accettazione bagagli e il tipino mi guarda e mi fa, "quanti bagagli?", e io, "due!!", e lui,"vabbè, comincia a darmi il passaporto e poi vediamo, sei in stand by"... e allora io penso, "scusa ma mi vedi per caso una lucetta rossa sulla faccia?" ma invece gli chiedo solo spiegazioni... risposta: "il volo è completo, aspettiamo che chiudano le liste e poi vediamo" (sembrava di stare fuori una discoteca, che a seconda della lista entri o no...)

dopo un bel respiro profondo mi giro e comincio a cercare di spiegare la situazione ai miei, cercando di rendere logico quello che logico non è... vendere più biglietti dei posti realmente presenti sull'aereo solo in base a considerazioni statistiche... va tutto bene... quasi sempre... ecco.. noi eravamo appena fuori quel "quasi"

cmq alla fine il posto si trova e il tipino aggiunge, "ok parti, ma sai che c'è la possibilità che i bagagli arrivino domani, a volte non prendono i bagagli delle persone overbooking", allora io rispondo, "nella ridente cittadina di Caracas, sai quante possibilità ho di vedermi arrivare il bagaglio il giorno dopo il mio arrivo?"... e allora lui se ne esce con la solita frase tenera/triste/patetica/irritante... "eh lo so, ma io non c'entro niente, sai, io gli sparerei a quelli che causano queste situazioni, che poi ci vado io di mezzo"

e va bene... allora stai meglio tu!

cmq partiamo, io e i miei bagagli, arrivati in orario e tutti interi (tutti e tre noi) dopo aver dormito troppo, anche succosamente sull'aereo, tra un film e uno snack. (parentesi filmica, sono riuscito a vedere "Ricatto d'amore" con Sandra Bullock e "Generazione mille euro" di un certo Venier, davvero davvero carini tutti e due, il primo più del secondo, classica commediola italiana, cmq piacevole)
Arrivo a Caracas e chi incontro? per la seconda volta (delle due) un terremoto accompagna la mia venuta. Questa volta un 7mo grado piuttosto violento ma non assassino (solo 14 feriti). Intanto smi sono fatto 9 piani a piedi con una valigia e ho trovato le abat jour cappottate e un quadretto nella stanza barcollante...
Fortunatamente per ora niente strascichi.

Oggi ho ricominciato il lavoro dopo una domenica passata all'insegna della full immersion nella quinta serie di Lost... ho visto 9 puntate... Al ritorno dal lavoro oggi ho incontrato la pioggia... ma non la pioggia normale... la PPIIOOGGGGIIAA.... sinceramente non ho mai, ma proprio mai visto in vita mia tanta acqua cadere dal cielo... stavamo tutti in fila a 30km all'ora, vicini vicini per vedere le luci della macchina di fronte per avere una guida (non avrei mai voluto essere il primo della fila questa volta) e nessuno che superava, mai accaduto prima...
Fichissimo vedere che in autostrada per una ventina di km, senza interruzione, le macchine camminavano in una decina di centimetri d'acqua... cmq arrivato a casa ho sfoderato il parmiggiano e il barattoletto di pesto... quattro caserecce e ora sono pronto per la nanna... altro che pronto... già sogno...

buon risveglio a voi dall'altra parte del globo

giovedì 13 agosto 2009

News

Un po`di Notizie da qui (di carattere diverso...)

Colombia and its neighbours

Bazookas and bases

Aug 6th 2009 | BOGOTÁ AND CARACAS

http://www.economist.com/world/americas/displaystory.cfm?story_id=14179195


Venezuela's media crackdown

Switched off

Aug 6th 2009 | CARACAS

http://www.economist.com/world/americas/displaystory.cfm?story_id=14179203


Corriere della Sera:

Chavez: «Basta golf, è da borghesi»

http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_13/chavez_chiude_campi_da_golf_6c3a804a-87f4-11de-94f5-00144f02aabc.shtml

Faatemi sapere...
CIao!

Choroni

Ê passsato quasi un mese dall'utlima volta che mi sono fatto vivo sul blog... semplice calo dell'entusiasmo, mancanza di un pubblico presente, Chiara è arrivata come tutti gli uragani portano scompiglio e nuovi interessi, oppure sempre lei mi ha vietato di esprimermi liberamente sul web, oppure ho scritto tutti i giorni fino ad ora,solo che il governo mi ha censurato...

Forse tutto questo messo insieme, l'importante è che sono di nuovo qui. Con, come sempre, miliardi di cose da raccontare e non un briciolo di speranza nel riuscire a raccontarle tutte...

Il periodo di rodimento è piuttosto passato. Una settimana prima che arrivasse Chiara ho preso l'iniziativa e ho coinvolto gli altri 3 italiani operai sfamigliati ad andare tutti a mare. L'impresa è riuscita a metà... nel senso che siamo riusciti ad andare a mare, ma 2 su 4 (le venezuelane fanno un brutto effetto, e la distanza da casa lo amplifica). Considerate che per andare a mare mi sono svegliato alle 4 di mattina, alle 5.45 ho preso Nabil (ultimo arrivato nella truppa italiana, nato a Casablanca e con moglie e figlia che lo aspettano a Cesena) a Charallave e ci siamo diretti verso Choroni. Alle 9 eravamo in spiaggia. E nelle 3 ore di viaggio lo spettacolo. Praticamente la strada fino a Maracay è una autopista tranquilla che in un'ora ti permette di mangiare 120 km in una oretta. Poi cominci a scalare la montagna che separa Maracay dalla costa. E qui arriva il bello, perchè ti ritrovi su una strada che passa attraverso una vegetazione fittissima, canne di bambù che fanno della strada una cattedrale, felci che se ne approfittano dell'umidità per crescere in ogni dove, un colore verde troppo intenso... Più di una volta con Nabil abbiamo osservato che se anche non fossimo arrivati al mare, la strada valeva da sola il viaggio fino a lì...
La parte più divertente è stata il percorrere la strada che, nonstante sia percorsa ogni giorno da decine di autobus di vacanzieri per un giorno, in diversi punti ti fa camminare raso raso alla roccia per evitare di osservare da vicino i torrenti che scorrono giù a valle. La prima volta non mi è sembrata più di tanto pericolosa (questo fine settimana ci torniamo...e vi dirò)... sì devi suonare il clacson prima di girare sui tornanti, ogni tanto sei bloccato dai bus che fanno manovra per fare le curve troppo strette per loro... ma non mi sembrava più pericolosa delle strade normali che abbiamo sulle Alpi...
Lungo la strada si attraversano due fiumiciattoli che la strada ha aggredito nel letto, e dove c'è acqua ci sono i bambini che giocano in mutande schizzandosi mentre i genitori riposano in macchina qualche metro più in là...
Alla fine si arriva in un pueblo che nulla ha da invidiare alle ricostruzioni hollywoodiane dei paesini messicani tutti colorati... e inizia la bolgia...
I pescatori che ti avvicinano offrendoti dei passaggi in lancia fino alle spiaggette inaccessibili in macchina... e in quattro e quattro otto, ci siamo fatti `pescare da un omuncolo che ci offriva un passaggio per Chuao... una spiaggia a 15 minuti di barca da Puerto Colombia (il pueblo di prima) piena di tende di campeggiatori, piccole baracche tutte organizzate per offrire comida a modico prezzo... un pescetto sulla piastra con contorno e insalata per 40 Bol... abbastanza buono e, cosa più importante, siamo ancora vivi...
Ma la nostra salvezza è stata la cool box, indispensabile attrezzo per sopravvivere alla calura spiaggesca... come si può fare senza una ingombrante scatolona pesante piena di ghiaccio e (nel nostro caso di Zup e succhetti, ma nella maggior parte dei casi) di Whiskey e Vodka che per trasportarla ti uccidi i calcagni perchè sbatte in continuazione sulle gambe?
A parte gli scherzi...è molto comoda, ma alla fine è solo una delle tante cosette che qui si copiano dagli americani, se ne diventa dipendenti e, infine, fanatici... Come le banche con 7 bancomat per il prelievo, come i poliziotti in bicicletta, i fuoristrada enormi con i vetri oscurati e il cambio automatico, le bevande extrazuccherate da bere rigorosamente con il ghiaccio...
Ci hanno detto diverse volte che il modo per far finire una festa che si protrae a lungo nella notte senza fa arrabbiare le persone che vi partecipano è dire semplicemente che "il ghiaccio è finito"... nessuno qui berrebbe mai una birra o un trajo senza ghiaccio...
Per ora vi lascio, mi vado a fare una CocaCola on the rocks...
Ciao belli!!!

mercoledì 15 luglio 2009

Grande festa stasera...

devo ringraziare l'olio della frizione della macchina che, finendo chissà dove attraverso quale buco, ha bloccato la frizione lasciandomi per strada abbastanza vicino all'officina da essere lesto ricuperato dal buon Antonio... ho perso la lezione di spagnolo ma sono stato riaccompagnato a casa alle 7.20 precise precise... e lì mi si aperto un mondo... posso fare un sacco di cose stasera!!!! Ho cominciato chiamando casa prima delle solite 3 del mattino (così oggi festeggia anche mamma andando a dormire prima...) poi conto un po' quanti soldi mi rimangono, cerco di caricare un po' di foto sul web, e cerco quanto ci costerà (se mi lasciano un sabato libero) arrivare un fine settimana alle Los Roques...
Intanto ho scoperto che nel mese di agosto dovrò sostituire non solo il palnt manager siòre essiòri, bensì anche il resp di produzione (ovviamente si parla solo di firme e approvazioni nel secondo caso... ma non si è parlato di aumento... dannazione!!!)
Poi mi mancano 16 pagine de "Il destino del cacciatore" di Wilbur Smith... mi sono bevuto 500 pagine in una settimana... a dir la verità non ho mai scommesso un bolivar su Wil, ma dato che era un libro prestato mi pareva brutto leggere la trama sulla retrocopertina e fare finta di averlo letto... ovviamente non farà m,ai parte della letteratura impegnata... ma devo dire che Wil è un gran paraculo perchè costruisce il lòibro come se fosse un film, veloce nella narrazione, un po' scontato, molto avvincente e soprattutto carente di tutte le caratterizzazioni dei personaggi e delle situazioni... un po' piatto... è durato poco, mi ha divertito... va bene così...
Ora vi lascio che mi metto a raccogliere le foto... domani si va in cantiere e ne dovrò fare altre per lavoro... non so se l'ho già detto... ma una delle principali attività di questo primo periodo è stata quella di creare un archivio fotografico di tutte le attrezzature Trevi presenti qui in Venezuela...un migliaio di pezzi in tutto... ovviamente sparsi in tutti i cantieri... e domani mi tocca Guarena/Guatire...
Ciao a tutti! e buon risveglio

domenica 12 luglio 2009

aRieCChiMe

Prima buona notizia... sono vivo e vegeto...
Seconda buona notizia... vegeto di meno...

Allora la settimana lavorativa è andata piuttosto bene. Sabato c'è stato il primo incontro con 22 tra capi cantiere e responsabili della sicurezza della trevi nella nostra officina. Finalmente il corso di "sicurezza elettrica di cantiere" ha visto la luce ("corso", nonostante siano solo 5 lettere, è una parola grossa... diciamo che visto il llivello locale della conoscenza tecnica è stata una infarinatura di concetti di elettrotecnica... ma cmq un bel lavoro). Insomma ho sperimentato il mio spagnolo come presentatore di una parte del corso. Mi è sembrato di tornare all'università... la sera prima me lo sono ripetuto, la mattina non ero agitato ma avevo un mezzo sfrigolio delle budella... interessante come sensazione.

Poi c'è stato il concerto di Dave a Lucca... e dai racconti di Fabio Valeria Chiara e Federica (Massimo lo aspetto ancora per un po' dopo di chè lo chiamo e lo tengo al telefono mezz'ora) è come esserci stato... sono riuscito a sentirne un pezzo e mi è ritornata la voglia di suonare... e chissà che non faccia una nuova mattata comprandomi una chitarrina da queste parti da strimpellare ben bene...

Poi venti giorni e arriva Chiara, e ho già cominciato a fantsticare su dove potremmo andarcene da qualche parte al mare...

E poi stamattina ho preso coraggio e mi sono andato a fare una camminata sull'Avila, il monte che ogni mattina mi dà il buongiorno, ancora scuro e sonnacchioso. Con calma, verso le 10, sono arrivato in macchina al punto dove, credetemi, centinaia di persone cominciano la "passeggiata". Mi aspettavo molta meno gente, ma non mi ha infastidito più di tanto... il percorso fino a Sabas Nieves è di 2km e mezzo, dai 960m della partenza, ai 1380 del punto di ristoro (un'apertura in un muro attraverso la quale si vendono ghiaccioli al limone o al tamarindo fatti nei bicchierini di plastica del caffè)... Mi sono ristorato un mondo... ho fatto una fatica incredibile nei miei abiti sportivi (jeans e polo con scarpe da passeggio) e qualche volta ho pensato di cedere prima dell'arrivo (però ripartivo sempre mentre il settore "volontà" era distratto... l'ho fregato un sacco di volte... anche se se ne accorgeva subito e chiamava gli amici, settore "bestemmia dell'alluce invescicato", "polpaccio assassino", "quadricipite cramponato" e "erano belli i tempi in cui c'avevi fiato" e tutti insieme mi costringevano a fermarmi...)
Ma alla fine ce l'ho fatta... il panorama è bellissimo da su, la giornata non è stata delle migliori (per quanto riguarda la vista, mucho calor!) ma il cielo e la temperatura erano eccezionali.

Insomma la scoglionaggine della settimana scorsa sembra sedata per un po'... la sento sempre dietro l'angolo, ma penso di poterla tenere a bada...

Solo se vi va...vi faccio sapere che ricevo i messaggi sul cellulare italiano (c'è Valeria che me l'ha chiesto) e da bravo idiota ho scoperto dopo un mese e mezzo (e 75 euri di cellulare spesi con Chiara) che posso mandare messaggi anche dal cellulare venezolano...

Sto scaricando le foto... presto le carico...quindi stay tuned!
Ciao belli!
e buon inizio settimana!
FIuuuuuuuuuuuuuuuu

domenica 5 luglio 2009

Scende la pioggia ma che fa...

Tutto fuoriè grigio chiaro, le nuvole basse avvolgono tutto. Il rumore della pioggia è fortissimo e riesce persino a coprire le auto che anche di domenica occupano le strade. Questo rimore forte mi ricarica tantissimo. Mi rilassa e aquieta questa smania che ho dentro. Mi irrita troppo il pensare di essere frenato nell'uscire, nel conoscere, dalla paura e dall'ansia. Non mi piace dover rimanere a casa per la paura di incontrare un malintezionato. Sono a casa e va bene, mi riposo, leggo, mi trovo da fare. Ma lo faccio soprattutto perchè quello che è lì fuori mi mette a disagio. Probabilmente il più è suggestione... Intanto la pioggia continua a scendere a pulire ad ammorbidire la terra... L'Avila, il monte dietro casa, diventa sempre più verde, più carico di colore. E a me sembra una magia vedere questi cambiamenti di colore così repentini ed evidenti.
Prima mentre leggevo ho sentito urletti giocosi di bambini. Ho appoggiato il libro e mi sono affacciato alla finestra. Seguivo il rumore per cercarne la sorgente e ho trovato due splendidi pappagalli verdi e arancioni che bighellonavano di fronte al mio palazzo... bellissimi e rumorosissimi...mi fa strano vederli così in mezzo ai palazzi. Poi è arrivata la pioggia e anche loro avranno avuto bisogno di riparo.
Venerdì, dopo una nottata di pioggia, sono andato a lavoro e sono passato al solito di fronte alla discarica di Caracas. Questo posto incredibilmente grande è popolato da tantissime persone che vanno, penso, a recuperare il recuperabile o a cercare qualcosa da mangiare, da macchine enormi, che bagnano la terra per limitare la polvere e spostano da una parte all'altra cumuli di immondizia, e infine dagli avvoltoi. Questi penso che facciano uno dei lavori più utili, il business del futuro... il riciclaggio (vabbè sì lo fanno a modo loro... mangiano e poi scacazzano ovunque creando altra schifezza... ma almeno si impegnano...) Insomma la ragione per cui vi parlo della discarica è che venerdì mattina erano tutti in fila per terra o appollaiati sui pali della luce tutti con le ali spiegate verso la stessa direzione, come in adorazione... Il mio cervello di mattina non funziona al massimo, quindi solo a metà della strada (lunga, molto lunga) che costeggia la discarica sono arrivato a capire che si stavano asciugando le ali... E' una cosa scema ma mi ha lasciato colpito un sacco, forse perchè non ho mai pensato che gli uccelli si asciugassero dall'acqua della pioggia, o forse perchè erano stranissimi tutti in una posizione stranissima...
Vi lascio che inizio a gonfiare il canotto per andare a messa...
Buon inizio settimana!